Lo scautismo a Rovigo

da “I Cento anni dello Scoutismo”
di Francesca Magon
Ventaglio n. 35 – Luglio 2007

Le testimonianze
Nel corso della nostra indagine sullo scoutismo in Polesine ci siamo incontrati con due testimoni chiave della storia del movimento nella nostra provincia: Arturo Mandruzzato, della veneranda età di 100 anni a luglio, e Umberto Felisati di 83 anni, fondatore dello scoutismo a Rovigo nel dopoguerra. Sorprendente la lucidità di memoria di entrambi nel raccontare tante vicende del loro tempo.
In particolare “Nonno Arturo” ha focalizzato il periodo del fascismo, quando lo scoutismo fu avversato con una spedizione intimidatoria di fascisti venuti da Stienta, i quali commisero brutali e ripetuti atti vandalici contro il Patronato a Lendinara, dove incendiarono il Teatro Mignon, loro sede, e tutto l’archivio scout conservato nella canonica di Santa Sofia.
Fu distrutta anche la sede scout a Rovigo, situata dove sorse poi la Banca Cattolica, compresi gli alpenstock e gli emblemi delle squadriglie e dei reparti, ha raccontato Felisati. Erano tempi bui, di paura e di violenza, ma Nonno Arturo, pur dovendo convivere col regime, non rinunciò mai alle sue idee. E questo ha rafforzato la convinzione che i principi che formano il carattere di un giovane scout si radicano in profondità per cui cresce una vera persona, e una società sana ha bisogno di uomini autentici. Dal 1919 al 1924 si è sviluppato il gruppo GEI (Gruppo Esploratori Italiani) a Lendinara. L’opposizione era fortemente accentuata, ma lo scopo era di far emergere i capi più preparati. Nel 1926 fu progettata la divisa color giallo ocra, ma in quei tempi di violenza furono tolti i distintivi dell’Asci. Nel 1924, con Luciano Longato, il prof. Angelo Volpe e altri, Arturo pensò di ricostruire il gruppo scout. A livello nazionale, intanto erano sorti i Cavalieri di S. Giorgio, un gruppo formato da nostalgici scout dell’Asci. Presidente dei Cavalieri di San Giorgio a Rovigo fu Ermenegildo Gasparetto, esponente dello Scoutismo durante tutto il periodo oscuro fascista.
Subito dopo la guerra – ricorda ancora Arturo Mandruzzato – i comunisti avevano creato “I Pionieri” in concorrenza al movimento Scout, ma, non essendoci spiritualità religiosa né valori di supporto, quel movimento non attecchì. Dalle file scout si distinsero numerose personalità; tra le più famose si possono ricordare l’ex ministro della Pubblica Istruzione Lombardi, il giornalista e Parlamentare Europeo, Piero Badaloni, il celebre ginecologo dott. Forleo di Roma, e uno stuolo di professionisti che si distinsero in vari campi della società: avvocati, giudici, professori, bancari, parlamentari, sacerdoti, missionari….
Umberto Felisati ha portato il suo contributo di testimone utile a chiarire, per esempio, perché lo scoutismo è partito da un’esperienza militare. Ha raccontato che B-P era ufficiale durante la guerra contro i Boeri in Sud Africa e si serviva di ragazzi (i boys) per mandare dispacci da un reparto all’altro. Ha spiegato anche i particolari della caratteristica divisa indossata dagli scout: camicia color azzurro, pantaloni e calzettoni blu, sulla testa il cappellone a quattro punte, stile del fondatore B-P (e si rammarica di non vederlo sempre indossato dagli scout), e al collo un foulard, che è molto importante perché si distinguono i reparti in base al colore: arancio e di color bianco, simbolo del giglio, e sulla destra il rosso.
Oggi non è più così; in ogni gruppo gli scout portano gli stessi colori (bianco e rosso arancio). A completamento della divisa dello scout c’è l’alpenstock, l’emblema di una squadriglia, formato da un piccolo stendardo a forma di triangolo dove viene raffigurato il nome di un animale. Umberto Felisati che, finita la guerra, fu Commissario del gruppo scout di Rovigo, spiega che ogni reparto era formato da varie squadriglie composte da 5 a 8 scout. I Capi del branco allora si chiamavano “Akela” o “Baloo”.
Ricorda con orgoglio il Jamboree con 16.000 scout da tutto il mondo, radunati nel 1951 a Badischi in Austria. Nel 1947 c’era stato il primo campo a Parigi, il Jamboree della Pace, con 42.000 scout da tutto il mondo. Questi raduni mondiali si tengono ogni quattro anni. Ha parlato anche di scout nautici che si attivano con imbarcazioni e di un reparto nautico che sta nascendo a Porto Tolle.

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